C'era un ospite d'eccezione ieri sera al Pala Del Mauro per assistere a Sidigas Avellino – Sig Strasburgo, valevole per la seconda giornata del girone D della Basketball Champions League: l'amministratore unico dell'U.S. Avellino, Walter Taccone, ha accolto l'invito di coach Sacripanti, che a sua volta aveva seguito Avellino – Ternana il giorno precedente, ed ha raggiunto la Tribuna Montevergine per fare il tifo per i biancoverdi della palla a spicchi. L'occasione è stata propizia per tracciare un punto sul momento in casa irpina. Più che sul campo, inevitabile soffermarsi sulla contestazione della Curva Sud, sintetizzata da uno striscione eloquente: “Ad ognuno le sue responsabilità, di questo scempio responsabile la società: Taccone e Gubitosa, questa piazza va rispettata”.
La replica di Taccone è dai toni perentori: «Ciascuno è libero di esprimere la propria opinione, nei limiti della correttezza, ma io non condivido questa protesta. Non sono d'accordo con quello che hanno scritto. Chi deve avere rispetto sono io, anche perché il rispetto ai tifosi l'ho sempre dato e glielo darò sempre. Dicono “Taccone vattene”, “l'Avellino siamo noi”, ma non è proprio così: Taccone è nato qui e non se ne va. Mi dovranno sopportare ancora per un po' di tempo. Anzi, sono i miei familiari che mi devono sopportare, non i tifosi. Lascio? Quando sento queste cose mi viene da sorridere, così come mi parlano di un addio, di un arrivederci. Ma dove devo andare? Di nuovo a Montevergine? Anche senza le preghiere ci salveremo».
Decisamente più disteso il clima intorno al quintetto di pallacanestro. Con cui i rapporti sono cordiali: «Coach Sacripanti è venuto a vedere la partita contro la Ternana: ogni volta che viene vinciamo. Era già capitato l'anno scorso con Tesser ed anche allora ci portò fortuna. Insomma, – scherza Taccone – se i risultati sono questi, quando vuol venire siamo a disposizione. Riguardo alla mia presenza qui, stasera (ieri per chi legge, ndr) ho accolto proprio un invito di Sacripanti. Personalmente ho un legame speciale con la Scandone: ricordo a chi non lo sapesse che sono stato per due anni vicepresidente dell'Air Scandone Avellino ed è motivo di vanto quella Coppa Italia portata in bacheca nel 2008: Taccone c'era. Il mio cuore batte anche il basket, anche se sono legato al calcio. Se posso fare qualcosa con il basket lo farò con il cuore, anche se l'amministratore delegato Gianandrea De Cesare non ne ha bisogno: è una persona bellissima, solare, che investe tantissimo. Siamo stati fortunati a trovare un dirigente così importante. Possibili sinergie nel futuro? Io e l'Avellino siamo disponibile per qualsiasi iniziativa, soprattutto benefica».
Tornando a guardare in casa propria, si avvicina la trasferta a Ferrara, contro la neo-promossa Spal degli ex Arini, Schiavon e Zigoni: «Ho parlato con i ragazzi e con il mister. Dobbiamo avere fiducia nel nostro potenziale. Voglio perdere cinque a zero, ma giocando bene; aggredendo a tutto campo, senza soffrire come accaduto nel secondo tempo con la Ternana. Non voglio che subiamo il gioco degli avversari».
Marco Festa
