Via alla pausa Nazionali, per la Sidigas Avellino prosegue la fase di analisi di quanto mancato alle Final Eight di Coppa Italia, mentre il basket italiano celebra la Fiat Torino, vincente in Coppa Italia. Alla vigilia della competizione tricolore, disputata al MandelaForum di Firenze, appariva assai complicato un percorso da protagonista del club piemontese. L'Auxilium aveva progetto in estate un campionato da vertice anche grazie alla wild card ottenuta dall'ECA per la partecipazione alla Eurocup. In panchina Luca Banchi e in campo un gruppo di alto livello che annovera anche l'ex NBA Sasha Vujacic. Sin dalle prime giornate, tra il coach toscano e la proprietà, la famiglia Forni, mal si celavano dissidi di natura tecnica, protratti fino alla gara esterna, vinta a Varese. Da Masnago, la clamorosa uscita di scena di Banchi con dimissioni accettate dalla società torinese che, al contempo, affidava la guida della squadra a Carlo Recalcati. L'esperienza del tecnico dei tre scudetti in tre città diverse è durata pochissimo sulla panchina della Fiat: l'epilogo il 4 febbraio con il ko per 59-77 contro la Sidigas Avellino dominante al PalaRuffini con Torino allo sbando. Nella notte, ecco anche le dimissioni di Recalcati e la famiglia Forni a consegnare le chiavi della squadra e dello spogliatoio a Paolo Galbiati, coach 33enne di Vimercate che, in sinergia con Stefano Comazzi e Michele Siragusa, ha firmato la conquista della Coppa Italia con una Fiat ristruttura anche dagli arrivi di Blue e Boungou Colo. Una vera e propria favola per lo staff tecnico di Torino che, dall'anonimato, piazza un risultato storico personale e per il club.
“Complimenti a Stefano Comazzi e Michele Siragusa per come hanno preparato la partita. - queste le prime parole di Galbiati che, in avvio di conferenza stampa cita i colleghi dello staff - Un lavoro eccezionale in queste tre notti che mi ha aiutato tantissimo. Sono felicissimo per loro che vivono la realtà cestistica di Torino da tanto tempo. Abbiamo preso qualche tiro in transizione di troppo. Ai miei giocatori faccio altrettanti complimenti perché per l’ennesima volta quando abbiamo deciso di compattarci in difesa poi abbiamo vinto la partita. Ci hanno dato tre spallate, andando avanti anche di 9, ma siamo rientrati, difendendo e facendo dei bei canestri. Eravamo tutti tesissimi. Contento per la Società e per tutte le persone che lavorano accanto a noi e dietro. Ho realizzato che ce l’avremmo fatta quando ho visto il tiro di Moss in aria e ho ripensato ai ritiri estivi di Sauze d’Oulx e Bormio. Ora abbiamo 11 finali in campionato, l’obiettivo è fare il meglio possibile raggiungendo i playoff e una posizione di livello per giocarli. Oggi, ieri e ieri l’altro tanta gente ci ha seguiti. Torino ha molta passione per il basket e lo hanno dimostrato i tanti tutti esauriti. Ai nostri tifosi chiedo di continuare ad amarci. Una statua di Washington in una nostra grande piazza non sarebbe una pazzia”. "Grazie Paolo" è, invece, l'avvio di battuta di Comazzi: "Per le parole spese nei miei confronti e di Michele. La sinergia ed il feeling tra noi sono fondamentali. Tante dediche da fare, in particolare alla mia bambina Vittoria, un nome di ottimo auspicio”.
L'improvviso che trionfa al MandelaForum: Firenze incorona una Fiat che mai pensava alla vigilia di raggiungere l'obiettivo Coppa Italia. Senza pressioni, senza paura, senza pensare a nulla: Torino si fa grande in tre notti di carica cestistica legando per sempre il proprio nome alle liste delle squadre vincenti nella pallacanestro italiana.
Foto: pagina facebook Auxilium Fiat Torino
Redazione Sport
