di Carmine Quaglia
Sin dalla vigilia, la trasferta di Varese rappresentava innanzitutto l'occasione della continuità di squadra dopo le due vittorie sull'Happy Casa Brindisi e sullo Tsmoki-Minsk, garantendo poi anche la conferma in scia alle prime in classifica, l'EA7 Milano e l'Umana Venezia. Al termine della 22ª giornata, la Sidigas Avellino si ritrova comunque blindata al terzo posto - condiviso con Brescia che però il 4 aprile recupererà il match valido per la ventunesima giornata sul parquet di Reggio Emilia - ma perde decisamente contatto dalla vetta. Con le vittorie su Trento e Cantù, l'Olimpia e la Reyer volano a quota 34. La Scandone resta a 30 (15 vittorie e 7 sconfitte) all'alba di quindici giorni che diranno molto sulla stagione dei lupi.
Le due sfide del quarto di finale di Europe Cup contro la Juventus Utena (mercoledì Gara 1 in Lituania), nei prossimi due weekend i big match di Serie A contro le prime due forze del torneo. Domenica al PalaDelMauro arriverà l'Emporio Armani, domenica di Pasqua il posticipo del 24° turno sul parquet dell'Umana. Quattro gare in due settimane: quattro appuntamenti che, senza dubbio, definiranno l'ulteriore step o meno in Europa e che chiariranno l'obiettivo sul piazzamento finale in regular season (le prime due posizioni garantiscono il fattore campo in semifinale).
Le ultime due vittorie avevano placato qualche dubbio biancoverde. La sconfitta rimediata a Masnago, contro un team che si conferma ammazzagrandi in Serie A (dopo Venezia, Milano e Brescia batte anche Avellino), ripropone alcune tematiche negative nello sviluppo match della Sidigas, in primis l'impatto gara troppo soft. Avellino ha subito ben 26 punti nei primi 10' (primo time-out irpino al 12'). Decisamente troppi per una rimonta completa. Il sorpasso irpino si è anche materializzato al 34', ma lo stesso recupero ha probabilmente inciso sul calo ulteriore nel finale (un solo canestro dal campo negli ultimi 3 minuti di gioco). La percentuale al tiro da 3 punti, il 52 per cento con cui Avellino ha chiuso la gara al PalA2A, è un punto di forza, ma ha reso ancora più evidente la difficoltà che sta vivendo il reparto lunghi. Kyrylo Fesenko non ha determinato discontinuità personale. Dopo la prova opaca in Bielorussia, a Varese non è andata meglio al centro ucraino con 4 punti (1/3 da 2, 2/6 ai liberi) e 7 rimbalzi in ben 27 minuti di impiego. I numeri, non da classico standard, di Fesenko pesano ancora di più visto la mancata risposta dei colleghi di reparto.
Andrea Zerini si presentava come jolly alla vigilia del match. Dopo la bella prova di Coppa a Minsk, il lungo fiorentino è incappato in una gara negativa: un solo tentativo al tiro (0/1 da 3), una stoppata, 2 palle perse per un -1 di valutazione e un -19 di plus-minus. Per Shane Lawal, che in 7 minuti non risulta brillante, c'è l'attenuante doverosa del contraccolpo fisico e tecnico dopo il rientro da due anni di inattività. Nel reparto esterni, Ariel Filloy non ha replicato la prova da leader, sbagliando tanto da oltre l'arco (3/9) e regalando 3 assist. Bruno Fitipaldo ha sì realizzato con decisione dai 6.75 (3/3), ma l'uruguagio, in 19 minuti, non ha smazzato nemmeno un assist. In sintesi, il solo Maarty Leunen (9 punti in 31 minuti) ha firmato più assist dei due playmaker biancoverdi (7). Playmaker aggiunto, ma resta pur sempre l'ala grande titolare. La stanchezza del viaggio di rientro dalla Bielorussia avrà influito sulla mente e sul fisico della Scandone, ma il roster irpino dovrà trovare il modo per superare i limiti fisici e tecnici nell'immediato per restare legata alle prime due della classe in Italia e per firmare un nuovo passo storico in Europa.
Clicca qui per gli highlights di Varese-Avellino 82-75 da ottochannel.tv
