di Carmine Quaglia
Parità a quota 77 e verdetto rinviato alla gara di ritorno. La formula dell'aggregato non consente ai team vincenti in Gara 1 di dormire sonni tranquilli se non nel caso di vantaggi abissali (dal +20 in poi). Ma la parità, nel basket contemporaneo, resta comunque un'anomalia e balza sempre all'occhio del lettore. Inoltre, per la Sidigas Avellino, si tratta del secondo pari in pochi giorni, sempre in FIBA Europe Cup. Dalla gara di andata degli ottavi - il 70-70 contro lo Tsmoki-Minsk - alla gara di andata dei quarti per il nono pari al 40' nella stagione dei biancoverdi: cinque in campionato contro Brindisi, Milano, Venezia, Sassari e Brescia (negli overtime bilancio di 3 vinte e 2 perse), uno in Coppa Italia nel quarto di finale perso contro Cremona, tre in Europa (uno in Champions con sconfitta contro Nanterre al supplementare e i due di Europe Cup). Il segno "x" del calcio che, quindi, si ripropone nel cammino continentale per la gara d'andata dei lupi.
Dopo Masnago, anche ad Utena l'approccio della Sidigas non è ottimale. Avellino si ritrova sotto di 11 punti (21-10 al 9') nella prima frazione di gioco ed è costretta, ancora una volta, alla rimonta che per il roster di coach Sacripanti nasce nell'immediato. Per la Scandone c'è da registrare il tentativo malriuscito di scappare nel punteggio creando un vero solco. Nei casi di possibilità, gli irpini hanno mancato l'appuntamento per consolidare il ruolo di guida del match. Nella serata in cui Kyrylo Fesenko torna dominante nel pitturato (15 punti, 6 rimbalzi e 3 stoppate in 27 minuti) va rimarcata la prova di Shane Lawal, davvero stoico in Lituania. Il giudizio va oltre le voci statistiche che parlano di 2 punti firmati a cronometro fermo con due errori al tiro dal campo (0/2 da 2), ma con 4 rimbalzi. Dai 9 minuti e 54 secondi di impiego del nigeriano emerge la forza di volontà di chi, oggettivamente, è in deficit fisico (il lungo è a distanza siderale dal profilo di giocatore visto a Sassari e Barcellona), ma che con intelligenza è sempre al servizio della squadra puntando, passo dopo passo, a riprendersi completamente per fisico e sicurezze mentali e assicurando minuti di riposo a Fesenko.
Tra gli uomini preziosi nei 40 minuti in terra lituana spicca Thomas Scrubb. Il timing sulla sfera (la capacità di lettura), dote che l'ala canadese ha confermato anche nella cittadina baltica, meritava con molta probabilità più dei 15 minuti giocati dall'ex Giessen che ha chiuso con 8 punti (4/5 al tiro), 6 rimbalzi e una stoppata per un 16 di valutazione che supera i minuti d'utilizzo. Scrubb ha assunto un ruolo determinante nella fase delicata in cui la Scandone era sotto di 11 dopo 9 minuti. Avellino riparte anche da un Bruno Fitipaldo che prosegue nella discreta soluzione al tiro e accenna anche a crescere per assist (3) sostituendosi ad un Ariel Filloy non brillante in Lituania. Doppia cifra per Jason Rich (11 punti, ma con il 5/12 al tiro), Maarty Leunen si conferma il vero playmaker della squadra irpina (8 punti e 8 assist), mentre Dez Wells appare in costante crescita, voglioso di mettere tutto il potenziale sul parquet (17 punti in 28 minuti con il 6/12 dal campo e il 5/5 ai liberi). Ecco quel che resta della trasferta di Utena per la Sidigas che, al rientro, metterà nel mirino l'EA7 Milano. Domenica sarà big match al DelMauro.
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