Scandone, 72 anni e l'obiettivo della ripartenza in Serie B

La gestione sportiva mette nel mirino l'allestimento del roster 2020/2021

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Avellino.  

Il primo luglio determina l'avvio dell'annata sportiva, ma ad Avellino è anche il giorno dell'anniversario. Nata nel 1° luglio 1948, denominata inizialmente Forza e Coraggio, affiliata nel 1950 alla Libertas Avellino e fusa con il CSI-Cestistica Irpina nel '66, la Società Sportiva Felice Scandone compie oggi 72 anni. Dopo 19 stagioni vissute in massima serie (dal 2000 al 2019), con l'autoretrocessione in Serie B, per l'impossibilità di rispettare i parametri Comtec vigenti in A e A2, il club avellinese è reduce da un'annata anonima in terza serie, chiusa al penultimo posto del girone D.

Nei giorni scorsi, la gestione sportiva - e non la proprietà, che resta l'azienda Sidigas - ha saldato il lodo Sabatino completando l'iter relativo alle passività e garantendo l'ultimo passo utile per chiudere il registro 2019/2020 e per aprire quello dell'iscrizione al campionato 2020/2021. Come annunciato dal sindaco di Avellino, Gianluca Festa, la Scandone sarà gestita anche nella prossima stagione da Gennaro Canonico e Gerardo Santoli con il liquidatore, Luciano Basile. Non sono ancora esecutivi, ma la Scandone sarà chiamata a risolvere i BAT FIBA persi con Jason Rich e gli agenti dell'americano, Dan Tobin e Vittorio Ferracini, entro il prossimo primo agosto.

Intanto il club, che oggi compie 72 anni, risulta attiva sul mercato. Ha avviato contatti con alcuni giocatori e diversi coach si sono proposti per accomodarsi sulla panchina biancoverde. In pole per la gestione tecnica resta Gianluca De Gennaro. Il sindaco Festa ha più volte parlato di una conferma per l'allenatore avellinese, ma non sono esclusi colpi di scena. Potrebbe essere allestito un roster di buon livello per la categoria e chiamato ad inserirsi nella lotta promozione. Il prossimo autunno sarà comunque decisivo per la Scandone. La parte sportiva resta legata al gruppo Sidigas e l'evoluzione dell'azienda in tribunale toccherà il club. Avellino non può rischiare di lottare per il salto di categoria, che ad oggi non può avvenire per l'impossibilità di rispettare i parametri di controllo imposto dalla FIP.