Festa: "Scandone? Convintissimo di quanto fatto"

Il sindaco di Avellino: "O non avete la forza o la capacità. O non avete i soldi o la credibilità"

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Avellino.  

"Nessuno mi convincerà mai rispetto alla scelta che ho fatto, due anni fa, di salvare la Scandone. Nessuno mi convincerà che sia stata sbagliata. Io sono convintissimo di quello che ho fatto. Lo rifarei. Ho voluto salvaguardare, non Gianluca Festa, non un semplice titolo, ma la storia, 73 anni di storia e di sacrifici, di sudore, di sofferenze, di difficoltà, che un'intera popolazione irpina ha affrontato per far giungere la Scandone in Serie A. Poi, chiaramente, vicende societarie ci hanno penalizzato". Nella diretta social del lunedì sera, il sindaco di Avellino, Gianluca Festa, ha parlato della Scandone, retrocessa in Serie C, nel quarto livello nazionale dopo 26 anni: "Guardate. In Italia non c'è il basket ad Avellino, in Italia si conosce la Scandone. E non è questione, soltanto, di sentimento. È una questione di identità e valori. La Scandone è un valore assoluto come l'US Avellino. - ha affermato il primo cittadino - Mi si dirà: ma anche l'Avellino poi è fallita e ha ripreso a camminare. Ma c'è sempre il logo, US Avellino 1912. C'è sempre: infatti, è stato riacquistato o comunque preso in comodato d'uso perché quella è l'identità, quella è l'appartenenza. Stessa cosa per la Scandone".

Festa affronta anche la questione titoli sportivi, già calda nell'estate 2020: "Una Serie B, una Serie A2 si possono sempre comprare e chiunque volesse farlo, qual è il problema? Perché la Scandone rappresenterebbe un problema per qualcuno, se volesse acquistare un titolo di B o di A2? Se ci sono persone, io sarei contentissimo. Io sono quello che ha aperto il palazzetto alla Sandro Abate, al Basket Club, alla Scandone, alla pallavolo. Noi non facciamo differenze tra società e società rispetto all'utilizzo di strutture. Se c'è qualcuno che ha voglia, che è in grado, ha la sostanza e la consistenza di acquistare un titolo di B, A2, A1, anche di vincere lo Scudetto, noi siamo contenti. Saremo sportivi sugli spalti a fare il tifo. Ma la Scandone è un'altra storia, è un'altra cosa, è un altro amore, è un'altra passione. Finché potrò e potremo, io difenderò la Scandone e proverò a farla stare in vita. Farei la stessa cosa per qualsiasi altra società, storica, di questa città. Quando poi dovesse finire questa storia, ne cominceremo un'altra. Non è un problema. Ma c'è un dato: una volta morta la Scandone, non potrà mai tornare. Una categoria si compra facilmente e chiunque lo voglia fare, si facesse avanti. Perché pure questa storia delle continue critiche, se avete polvere, sparate. Qual è il problema? L'ho salvata? Bene. Potete fare meglio? Fatelo. Non è un pretesto che ci sia la Scandone. O non avete la forza o non avete la capacità o non avete i soldi, o la credibilità. Questo poi è il tema, fondamentalmente. Per quanto mi riguarda, io continuo a lottare per la Scandone".