Indagine Asl, ecco le vicende al centro del processo

Oggi è prevista la sentenza per otto imputati

indagine asl ecco le vicende al centro del processo
Benevento.  

A distanza di quattro anni si chiude oggi, a meno di sorprese, un processo centrato su alcune vicende emerse dalle registrazioni operate nell'estate del 2012 da Felice Pisapia, all'epoca direttore amministrativo dell'Asl, nell'abitazione paterna della deputata Nunzia De Girolamo. Storie racchiuse in una serie di accuse: oltre all'associazione per delinquere, ravvisata nella presunta esistenza di un “ristretto direttorio politico-partitico, costituito, al di fuori di ogni norma di legge, da componenti esterni all'amministrazione, a cui fa riferimento il direttore generale dell'Asl”, la concussione di cui sarebbe rimasto vittima Giovanni De Masi, dirigente dell'Unità Provveditorato.

Una persona ritenuta non gradita dal punto di vista politico, che sarebbe stata 'invitata' a sospendere quattro gare già bandite e prossime alla scadenza – tra il 14 e il 26 ottobre 2011 - (cure domiciliari, trasporto infermi in emergenza, disinfestazione e derattizzazione, pulizie) e a lasciare l'incarico ricoperto. De Masi aveva chiesto il trasferimento per motivi di carattere familiare e personale, secondo la Procura sarebbe stato costretto a farlo.

Nel mirino, poi, l'istituzione nel febbraio 2013 del Psaut di San Bartolomeo in Galdo e l'eliminazione dei due Saut presenti nel Fortore, con il trasferimento del Saut di Foiano e di tutte le unità mediche del Saut di Ginestra degli Schiavoni, dove veniva lasciata solo l'ambulanza senza medico, presso lo stesso Psaut di San Bartolomeo.

C'è poi il capitolo del bar del Fatebenefratelli: la Procura ritiene che ci sarebbe stato il tentativo di costringere Fra Pietro Cicinelli, legale rappresentante del Fatebenefratelli di Benevento, “attraverso una intensificazione dei controlli da parte dei funzionari Asl sulle prestazioni sanitarie erogate, ad adottare ogni provvedimento idoneo a far rilasciare alla ditta 'Mario Liguori srl' i locali occupati, così da consentire la stipula di un nuovo contratto per la gestione del bar con Giorgia Liguori, cugina della De Girolamo”.

E ancora: nel 2010 due primari erano andati in pensione anticipata: quelli di Pneumologia e Radiologia. Una circostanza che l'allora commissario dell'Asl, Enrico Di Salvo avrebbe sfruttato per demansionare le due Unità da complesse a semplici. Un'idea evidentemente non gradita da tutti, perchè Di Salvo aveva ricevuto una visita nel corso della quale era stata espressa contrarietà alla sua decisione, in particolare per la Radiologia. Di Salvo aveva risposto che ciò non lo riguardava, poi , a detta della Procura, aveva saputo che l'obiettivo era sostenere la candidatura a primario di Giovanni Molinaro, “pur non avendo la specializzazione in Radiologia”.

Attenzione puntata, inoltre, sul tentativo di pressione ai danni di Antonio Clemente, dirigente Affari generali, che sarebbe stato costretto a non compensare le somme dovute ai medici di assistenza primaria e ai pediatri di libera scelta per la campagna vaccinale 2012 e quelle che gli stessi medici dovevano all'Asl dopo averle incassate per pazienti morti o trasferiti. Infine, il trasferimento di una struttura sanitaria da Montesarchio ad Airola, in un immobile ceduto dal Comune in comodato gratuito.