È ormai quasi spento l’incendio divampato ieri sera nell’ex impianto di compostaggio nella zona industriale di Sassinoro, vicinissimo a Morcone. Le squadre dei Vigili del Fuoco hanno lavorato per tutta la notte e le fiamme, alimentate dai rifiuti ancora presenti nell’area e all’interno del capannone, sono ora sotto controllo.
Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco della sede centrale di Benevento, con il supporto dei distaccamenti di Vitulano e San Marco dei Cavoti e di un’autobotte del comando provinciale. Per contenere il rogo sono state utilizzate anche macchine movimento terra. Presenti anche i Carabinieri, impegnati negli accertamenti.
A seguire da vicino le operazioni anche il sindaco di Morcone, Luigino Ciarlo, che ha ringraziato Vigili del Fuoco, Carabinieri e le aziende di Morcone che hanno messo a disposizione l’acqua necessaria alle operazioni di spegnimento.
L’emergenza, però, riporta al centro dell’attenzione la quantità di rifiuti ancora presenti nell’ex impianto. Ciarlo ha spiegato di aver constatato personalmente la presenza di numerosi cumuli di rifiuti all’interno dell’area.
«Come è possibile che dopo un anno, da agosto 2025, quando è stato messo tutto sotto sequestro, là dentro ancora ci sono cumuli e cumuli di rifiuti?» si chiede il sindaco.
E lancia l’allarme: «Quel materiale va rimosso e lo devono fare velocemente, altrimenti si diventa una seconda Airola».
Quello di ieri è il secondo incendio che interessa l’area in pochi mesi. Un primo rogo si era verificato lo scorso 11 maggio, danneggiando anche il capannone.
Ora, oltre alla conclusione delle operazioni di spegnimento, resta da affrontare la questione dello smaltimento dei rifiuti ancora stoccati nell’area. Ciarlo chiede che vengano caratterizzati e rimossi rapidamente, per evitare ulteriori rischi.
C’è poi il tema delle acque utilizzate per spegnere l’incendio. «Bisogna sistemare subito le acque che hanno utilizzato, smaltirle in modo corretto e velocizzare lo smaltimento dei rifiuti», ha sottolineato il sindaco.
Con il rogo ormai quasi spento, dunque, l’attenzione si sposta sul dopo-incendio e sulla necessità di mettere definitivamente in sicurezza un’area che torna a essere teatro di un’emergenza ambientale.
