Perle di vetroil commento di Federico Festa

Salvini e la politica dell'odio che sdogana la violenza

Estremizzare non risolve un solo problema. L'errore in cui continua a cadere la Cgil

salvini e la politica dell odio che sdogana la violenza

Con il Salvini day, tra Benevento, Avellino e infine Salerno, è andata in scena tutta la tragedia che attraversa il nostro paese: l'incapacità politica di rappresentare orizzonti innovativi per creare opportunità (in qualsiasi campo) e non rancori, odio.

In molti, ieri, hanno ceduto alla tentazione di far parte del quotidiano circo mediatico che segue i cosiddetti “leader”, pensando di dover raccontare “un evento”. Anche colleghi, apprezzati fino a ieri, hanno subito la lusinga. In realtà, quelle di Salvini, come tutte le altre cui assisteremo in queste settimane prima del voto e da ogni latitudine dell'arco costituzionale, sono chiare montature di marketing.

Orribile bugia

La scelta di presentarsi a Pietrelcina non presuppone nulla di spirituale. È la presa a prestito del nome di una Santo per farsi propaganda. Becera al punto tale da sostenere che, quel pellegrinaggio di plastica, fosse anche per pregare, chiedere una intercessione a favore di Noemi, la bambina di 4 anni colpita da un proiettile (blindato da guerra) nel corso di una mattanza di camorra a Napoli. Pochi luoghi rappresentano la santità in Italia. Pietrelcina non è come Lourdes, ma quello che ha fatto San Pio è puro, inattaccabile, irraggiungibile. Per questo ritenuto divino. È proprio sull'enorme peso simbolico che Salvini ha giocato. Non capire questo, non farlo notare, significa assegnare alla superficialità e alla banalità un ruolo primario. Cosa libera la mancanza di visione critica, ovviamente non soltanto verso il circo Salvini, è accaduto qualche ora dopo ad Avellino.

La violenza sdoganata

Lui è Lorenzo Russo. Un militante della Lega a Solofra. È il protagonista di un'aggressione verificatasi davanti il cinema Partenio, ad Avellino, mentre all'interno il leader arringava le solite cose. Se il suo pugno avesse colpito la ragazza che protestava contro Salvini l'avrebbe tramortita.

Lo abbiamo sentito per fornire la sua versione. Sostiene di aver reagito dopo aver assistito a una precedente aggressione, subita, davanti a suoi occhi, da un portatore di handicap ad opera del ragazzo e della ragazza che lui poi tenta di prendere a pugni e che costringe, con la minaccia, ad allontanarsi di corsa. Questo dice. Salvini questo vuole. Dividere. La politica deve costruire.

L'errore capitale a sinistra

Nello stesso tempo, ne diamo dettagliato conto in altro articolo, la Cgil si mobilitava contro il Ministro. Il segretario provinciale di Avellino, Franco Fiordellisi, ha sfilato con tanto di cartelloni antileghisti. Le sue motivazioni hanno radici lontane, vengono da una visione partigiana dell'attualità, da gestire con piglio frontista.

A furia di impegnarsi in temi borderline, la Cgil e tutti i sindacati, hanno finito con l'occuparsi più di politica che di diritti. Fiordellisi, ad esempio, sarebbe molto più segretario provinciale della Cgil se prendesse posizione su Alto Calore, ad esempio.

Magari spiegando perché non una parola si è levata quando una società che fattura 40 milioni di euro all'anno arriva ad accumulare 134 milioni di debiti e risultata fuori dal Durc (regolarità contributiva) per diversi anni, con un numero imprecisato di debiti accumulati nei confronti di decine di Comuni, perché ha incassato e trattenuto somme per una depurazione che non effettua. Se la Cgil si fosse indignata per queste cose, magari ad Avellino ci sarebbero meno violenti frustrati leghisti.