Avellino

Un saliscendi di risultati ed emozioni: ecco il 2018 della Scandone. Va in archivio un anno solare che ha visto la conferma del club irpino ai vertici della pallacanestro nazionale e nella vetrina europea, ma con la costante dell'amaro in bocca per diversi traguardi sfumati sul più bello. Quando l'occasione sembra ghiotta, l'improvviso calo, il blackout a spegnere le speranze di alzare un trofeo. Il 2018 della squadra avellinese inizia con il botto: la Sidigas è campione d'inverno dopo la rimonta nell'ultimo quarto firmata a Trento: risultato di 83-94 nel match giocato la sera del 13 gennaio per un risultato effimero, ma storico per la società e che soprattutto vale la posizione numero 1 nel tabellone della Coppa Italia.

La Scandone arriva all'evento nazionale con il vento in poppa, da favorita per quanto espresso nella prima parte della stagione. A distanza di 10 anni, l'obiettivo dei lupi è quello di riportare la coppa in Irpinia. L'avvio del quarto di finale con Cremona è super. Parziale di 20-10 nei primi 8 minuti, poi Avellino cade sotto i colpi della Vanoli resistendo fino ad un overtime amarissimo. Al MandelaForum di Firenze, i lombardi costringono la Sidigas all'eliminazione al primo turno dalla Coppa Italia nella prima serata del 15 febbraio. E' il ko che, di fatto, segna il punto di non ritorno della gestione di coach Stefano Sacripanti.

Avellino ha già salutato la Champions League retrocedendo in Europe Cup. Nella seconda competizione FIBA, la Scandone strappa l'accesso per la finale. Derby italiano con l'Umana Venezia. In due atti storici, i lagunari certificano, al PalaDelMauro e al Taliercio, la differenza tra i due roster: la Reyer profonda e con gioco consolidato, la Scandone stanca e alla deriva. Nella serata del 2 maggio, non manca l'orgoglio ai lupi, ma è ancora secondo gradino del podio con la guida tecnica di Sacripanti con l'Umana ad alzare la Europe Cup 2018.

La stanchezza generale è ancora più evidente con i ritmi serrati dei play off Scudetto. Dopo mesi di mancati interventi sul mercato, la Sidigas inserisce Alex Renfroe e Patrik Auda poco prima dei play off. Due interventi last minute che non garantiscono l'effetto sperato. La serie dei quarti Scudetto inizia malissimo. Avellino cede il fattore campo. Trento è avanti 1-0 e la Scandone rimedia due giornate di squalifica del parquet di casa per il lancio di oggetti dagli spalti. Colpita la terna arbitrale e non basta il ricorso. Gara 2 si gioca a porte chiuse, per ovviare alle difficoltà di un campo neutro in poche ore.

Il roster di Sacripanti firma il riscatto in un clima surreale pareggiando la serie e dedicando il successo al pubblico, rimasto all'esterno del PalaDelMauro. E' l'ultima vittoria del triennio con la guida tecnica del coach canturino. A Trento, doppio successo dell'Aquila per l'eliminazione al primo turno anche nei playoff Scudetto. E' il capolinea di Sacripanti: l'addio dopo aver riscritto tante pagine dei libri dei record societari, ma con il rammarico di un acuto mancato. 

Arriva il mese di giugno e Avellino è pronta a puntare su Max Menetti. Il coach di Palmanova è ad un passo dalla Sidigas, ma l'accordo non viene ratificato. Effetto sorpresa e che scuote l'ambiente. La prima scelta del direttore sportivo, Nicola Alberani, salta e lo scenario è quello di caos per alcuni giorni. Alla fase di stallo, la proprietà risponde con il rinnovo del ds fino al 2021 e con la firma del nuovo coach. A Sacripanti succede Nenad Vucinic. Il coach serbo-neozelandese è alla prima esperienza in Serie A, ma aveva collaborato con Alberani a Forlì, in Legadue.

L'estate presenta colpi straordinari. Avellino punta sugli emergenti Matt Costello e Keifer Sykes e sulle vittorie ottenute in carriera da Caleb Green, Demetris Nichols (vincitore di una EuroLeague con il Cska Mosca) e soprattutto su Norris Cole. Il due volte campione NBA è l'acquisto dell'anno. Il nucleo italiani presenta la conferma di Lorenzo D'Ercole, nuovo capitano, e di Ariel Filloy con gli arrivi di Luca Campogrande, Luca Campani e Stefano Spizzichini.

La stagione 2018/2019 della Sidigas inizia con la vittoria contro Cantù sul neutro di Pistoia per scontare l'ultima giornata di squalifica rimediata negli ultimi play off. La Scandone parte forte tra Italia ed Europa con la rinnovata partecipazione alla Champions League. Vucinic predilige un gioco ad alti ritmi e con un altissimo numero di possessi. Il roster irpino registra la difesa e cresce prima di un lento declino. Tanti infortuni con tentennamenti societari. I lodi di giocatori e agenzie bloccano il mercato in entrata. La Sidigas inserisce Patric Young riattivando il mercato.

Prima e dopo la sosta per le Nazionali, Avellino rimedia scoppole tremende: il 49-79 contro Venezia, ma soprattutto il -46 di Trieste appare come una sentenza. Ma il problema non è solo tecnico. La Scandone palesa, tramite i suoi dirigenti, una crisi economica che mette in dubbio la posizione del club. La Sidigas rischia punti di penalizzazione: un baratro evitato con l'intervento all'ultimo minuto con il pagamento di 250mila euro, utile per risolvere il caso Comtec, ma che resta per il caso tesseramento di Young. Dal campo, dopo l'addio a Norris Cole, firmato poi dal Buducnost, la squadra ha risposto con prove da urlo: l'ultimo successo, straordinario, contro Milano nella giornata di ieri.

Per il 2019, l'ambiente irpino attende certezze sul fronte societario con la richiesta di stabilità per confermare la realtà che dal 2000 ad oggi fa rima con la Serie A.