Diplomi falsi ad Avellino: gli indagati dinanzi al giudice

I due indagati, questa mattina, sono comparsi di fronte al gip per essere interrogati.

Affiancati dai rispettivi penalisti hanno scelto di restare in silenzio. A.P. si trova attualmente ai domiciliari. B.A. è stato interdetto per dodici mesi dalla funzione di esaminatore.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio 

Hanno scelto di rimanere in silenzio i due indagati nell'inchiesta sui diplomi falsi ad Avellino. Questa mattina A.P., attualmente ai domiciliari, e B.A., interdetto per dodici mesi dalla funzione di esaminatore, sono comparsi di fronte al gip presso il tribunale del capoluogo irpino, Vincenzo Landolfi.

Perillo, affiancato dai penalisti Gaetano Pagliarulo e Gianfranco Iacobelli, ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere. Lo stesso ha fatto l'altro indagato, rappresentato dagli avvocati Gerardo Di Martino e Giuseppe Saccone.

La misura cautelare a carico di Perillo è stata richiesta della Procura, e poi accolta dal gip Landolfi, che ha ravvisato una condotta illecita anche dopo il servizio di denuncia di Striscia la Notizia. L'indagato, questo è quanto sostengono gli inquirenti, avrebbe continuato a riscuotere soldi per i diplomi venduti sottobanco. L'ipotesi investigativa è suffragata da una grande mole di intercettazioni telefoniche. Perillo avrebbe contattato diverse persone, nominativi sui quali si sta ora focalizzando l'inchiesta. Sarebbero almeno venti i potenziali acquirenti sui quali indagano gli investigatori.

I reati ipotizzati a carico dell'altro sospettato sono di corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio e falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici. Si è arrivati all'identificazione dell'indagato, e successiva richiesta di misura interdittiva, dopo mesi d'indagine nei quali i carabinieri del nucleo investigativo, coordinati dal capitano Quintino Russo, hanno continuato a “tenere d'occhio” un istituto di formazione al centro di Avellino. La scuola del capoluogo sarebbe solo uno dei "diplomici" individuati. L'altro, per gli inquirenti, è a Santa Maria Capua Vetere in provincia di Caserta.

Proprio sui titoli emessi dalle due scuole stanno ora lavorando gli inquirenti. Numerosi i diplomi sospetti sequestrati. Altrettanti i verbali delle sedute d'esame finiti sotto la lente d'ingrandimento della Procura di Avellino. L'indagine è supervisionata dal Procuratore Capo, Rosario Cantelmo, e dal sostituto, Antonella Salvatore.

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