Baby-gang Irpinia: 2018 violento fra pestaggi, risse e rapine

Rissa all'Eliseo, 13enne pestato al corso. Solo gli ultimi episodi. La "mappa delle violenze"

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Una serie di episodi che descrivono un malessere diffuso fra i giovani che spesso sembra legittimare anche l'utilizzo della violenza più brutale.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio

Giovani, violenti, spesso “allergici” alle regole. Anche l'Irpinia ha scoperto il fenomeno delle baby-gang. Poco più che ragazzini ma già protagonisti di una scia di episodi criminali che hanno finito per scuotere il sentire comune rispetto a situazioni che fino a qualche anno fa erano estranee alla provincia di Avellino. I dati, è bene ricordarlo, non raccontano di un'emergenza: l'Irpinia resta fra le trenta province più sicure di Italia. I fatti di cronaca sono però emblematici di un malessere sempre più diffuso fra i giovani che sembra legittimare anche l'utilizzo della violenza più brutale. Ecco di seguito gli episodi emblematici da inizio anno.

16 gennaio, Mugnano del Cardinale: Quattro minorenni salgono su un pullman di linea Avellino-Avella. L'autista donna ha raccontato ai carabinieri di essere stata ripetutamente insultata; i giovani avrebbero azionato il sistema di emergenza costringendo il bus a fermarsi.

1 febbraio, Avellino: Un 18enne di Altavilla racconta di essere stato sequestrato, pestato, rapinato e legato a un albero, da due coetanei. Il tribunale di Avellino ha poi condannato un giovane avellinese quattro anni di reclusione.

3 febbraio, Avellino: Tre giovanissimi, fra i quali due ragazze, hanno pestato un uomo al corso di Avellino. La vittima ha raccontato di essere stata insultata e picchiata per non aver rifiutato una sigaretta agli aggressori.

23 marzo 2018, Sperone: La Polstrada ha fermato quattro minorenni. L'accusa è di aver lanciato sassi contro gli automobilisti in transito lungo l'A16, non distante dal cavalcavia numero 20 di Sperone. Hanno raccontato di averlo fatto per “ingannare la noia”. Diversi i veicoli danneggiati. Solo il caso ha evitato incidenti e guai peggiori.

26 aprile, Avellino: Una rissa senza esclusione di colpi nello spiazzale dell'ex cinema Eliseo. Calci, pugni, anche mazze ferrate. Un litigio che – secondo quanto rivelato dalle indagini – è nato su Facebook per futili motivi. Poi i giovanissimi (quattro minori di Avellino e due maggiorenni di Atripalda) si sono dati appuntamento all'Eliseo. Due ragazzi sono finiti in ospedale con una prognosi di dieci giorni.

27 aprile, Avellino: Violenta lite fra due dodicenni e un tredicenne al corso di Avellino. L'intervento della polizia ha evitato che la situazione degenerasse. Forti contusioni e spavento per il tredicenne colpito con un calcio allo stomaco.

Non solo violenza: C'è infatti anche la diffusione di “reati minori" compiuti da giovanissimi. Come furti o danneggiamenti. A inizio febbraio un gruppo di ragazzini ha distrutto una telecamera dell'ex cinema Eliseo. Solo l'ultimo di una serie di episodi che ha come teatro una delle scatole vuote più note del capoluogo irpino.

Ma qual è la situazione complessiva?

L'ultimo report delle attività del Garante per l'infanzia e l'Adolescenza della regione Campania fotografa la situazione della delinquenza minorile: sono 47 i procedimenti a carico di minori per reati legati ad associazione camorristica, 13 per associazione finalizzata al traffico di droga, 18 gli omicidi commessi da minori, 14 i tentati omicidi, spesso aggravato dalla circostanza di futili motivi. In crescita anche gli episodi legati alla microcriminalità, i protagonisti sono per lo più sedicenni e diciassettenni. Il reato più diffuso è il furto (16%), seguito da lesioni volontarie (13%) e dalle rapine (10%).

L'allarme lanciato dalla Cassazione

Dati che hanno spinto il Primo presidente della Cassazione, l'irpino Giovanni Mammone, a parlare proprio della violenza giovanile nella relazione per l'inaugurazione dell'anno giudiziario nell'Aula magna della Cassazione.

Il magistrato ha definito "allarmante" il fenomeno delle "aggressioni violente e immotivate messe in atto da giovanissimi ai danni di coetanei". E ha spiegato come "la risposta esclusivamente repressiva, rispetto a questi fenomeni, si riveli inefficace", ponendo l'attenzione su un argomento tornato di forte attualità: la legislazione rispetto ai reati compiuti da i minorenni che ha bisogno di una revisione complessiva. Così da evitare che una parcellizzazione dei reati determini pene di modesta entità.