di Andrea Fantucchio
“Vuoi la foto, qualche altra cosa?”. Si è mostrata sicura di sé, Annamaria Scarinzi, moglie dell’ex premier Ciriaco De Mita, all’uscita del tribunale di Avellino. Intorno un folto capannello di curiosi che hanno circondato la signora e il suo avvocato. Lei ha continuato a passeggiare diretta all'auto, parcheggiata nell'area di sosta che si trova di fronte alla porta carraia del palazzo di giustizia. Erano da poco passate le 11. La De Mita era entrata in tribuanale circa un’ora prima per essere interrogata dal giudice per le indagini preliminari, Paolo Cassano. Oltre al suo interrogatorio, oggi sono in programma anche quelli di Marco e Carmine Preziuso, raggiunti con la Scarinzi da misure cautelari nell’inchiesta sulle onlus irpine “Aias” e “Noi con Loro” specializzate nell’assistenza dei disabili. E finite in un’indagine della Procura avellinese per malversazione ai danni dello Stato, truffa, peculato e riciclaggio.
Le ipotesi della Procura in dettaglio
Per gli inquirenti, Rosario Cantelmo e Vincenzo D’Onofrio, era proprio la moglie di De Mita la “vera padrona di Aias”. Il gip, Paolo Cassano, motiva l’ applicazione dell'obbligo di firma a carico dell’indagata citando «continue ingerenze nella gestione dell'Aias di Avellino, la cui dissennata e criminale gestione è imputabile anche al suo beneplacito, quantomeno implicito. L'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria rappresenterà un efficace deterrente alla tentazione di reiterare analoghe condotte».
La difesa della De Mita
L’interrogatorio della De Mita è durato poco più di mezz’ora. L’indagata ha risposto a tutte le domande del giudice, provando a chiarire la sua posizione e respingendo gran parte delle accuse.
Le ipotesi di reato nei confronti di lady De Mita
Le contestazioni a carico della moglie di De Mita nei confronti della Scarinzi sono ipotizzati i reati di truffa e malversazione a danno dello Stato. La Procura ha focalizzato la sua attenzione, fra le altre cose, su un finanziamento da 199mila 997 euro per la digitalizzazione e messa in rete di archivi e biblioteche. Beneficiaria dei soldi era la onlus «Noi con Loro», presieduta da Annamaria Scarinzi.
Il finanziamento regionale, per l’accusa, «sarebbe stato ottenuto illecitamente mediante artifici e raggiri, che hanno indotto in errore la Regione Campania». Così sarebbero state incluse, nella documentazione destinata agli uffici di Palazzo Santa Lucia, fatture emesse dalla HS Soluzione srl di Marco Preziuso per operazioni inesistenti. Le cifre che per la Procura sarebbero state distratte Per gli inquirenti 84mila 327 euro sarebbero stati distratti in favore di Marco e Massimo Preziuso per l’assistenza informatica mai fornita dalla Hs Soluzioni srl, 10mila e 620 euro invece sarebbero stati destinati ad Annamaria Scarinzi (3mila e 130 euro) e alle due figlie, Simona e Floriana (3mila e 750euro a testa), per consulenze informatiche in favore di Ausonia It S & R Srl Servizi che per la Procura non sarebbero mai stati realmente svolti per «assoluta assenza di cognizioni tecniche necessarie».
Ieri è stato interrogato l'ex presidente di Aias, Gerardo Bilotta
Ieri mattina intanto sono stati ascoltati in Procura l'ex presidente di Aias, Gerardo Bilotta, e l'altro indagato Massimo Preziuso, che hanno risposto a tutte le domande del giudice provando a chiarire la propria posizione. Bilotta ha anche presentato della documentazione inerente una truffa che gli viene contestata per i contribuiti che avrebbe percepito grazie alla ex legge 219 del 1980.
(LEGGI IL COMMENTO: «Inchiesta Aias: c'è chi pensa giustizia a orologeria» e LEGGI DELLA STESSA INCHIESTA: Indagine Aias, Maraia (M5s): «La Morgante si dimetta dall'Asl», «Inchiesta Aias: tutte le intercettazioni su lady De Mita?», «Inchiesta Aias e quelle intercettazioni su Ciriaco De Mita» «Aias e lady De Mita: arresti e obblighi di firma ai raggi x» «Le De Mita, la signora delle pulizie e quei fondi alla Onlus» e «La Onlus della De Mita, Aias e quel registro dei conti rubato»).
