di Marco Festa
L'Avellino è senza pace. Questa mattina blitz multipli (in varie sedi, ndr) della Guardia di Finanza per acquisire documenti utili allo sviluppo dell'indagine della Procura della Repubblica su presunti reati tributari del club biancoverde. Non si esclude che, tra gli altri, siano stati prelevati documenti relativi alle fideiussioni prodotte per l'iscrizione al campionato. Il tutto mentre da ieri la società e l'ambiente sono proiettati al decisivo appuntamento dinanzi alle Sezioni Unite Collegio di Garanzia del Coni, fissato a partire dalle ore 10 di martedì prossimo, a Roma. L'udienza, nel corso della quale si dibatterà sul ricorso presentato avverso l'esclusione dalla Serie B, sarà il preludio alla decisiva sentenza, attesa nel pomeriggio alle 18 circa.
Al fianco dell'Avellino ci saranno i tifosi, che sempre ieri, attraverso un comunicato, hanno preannunciato la propria presenza in massa nella Capitale per chiedere con forza la riammissione al torneo Cadetto della squadra. Nel ritiro di Ariano Irpino sono intanto ripresi gli allenamenti dopo il riposo concesso dal tecnico Michele Marcolini al gruppo, non meno sotto pressione per le vicende legate al futuro più che mai in bilico. Questa mattina i lupi hanno sostenuto la prima delle due sessioni di lavoro odierne in programma. Al “Mennea” è stato rimosso prontamente uno striscione di contestazione nei confronti del presidente Taccone, ma nel contempo ne è sono spuntati altri in piazza Libertà ad Avellino. Il clima si fa sempre più rovente. Il lupo cammina in precario equilibrio sul filo di più di un rasoio.
