Partenio, il sogno del sesto stadio di proprietà in Italia

De Cesare alla finestra per un investimento potenzialmente epocale non solo per l'Avellino

Avellino.  

E se fosse il “Partenio-Lombardi”di Avellino a diventare il sesto stadio di proprietà in Italia? Un interrogativo più che mai legittimo per una serie di concause, facilmente riassumibili: il Comune del capoluogo irpino, commissariato, ha bisogno di battere cassa per evitare il dissesto. Sarebbe, perciò, pronto a mettere in vendita lo stadio, incassando denaro fresco e sottraendosi, inoltre, alle dinamiche relative ai costi per i lavori straordinari e la riscossione dei canoni di fitto, rivelatasi, spesso, problematica tanto da sfociare in note e costanti querelle; la Calcio Avellino SSD del patron della Sidigas, Gianandrea De Cesare, nata dalle ceneri della società di Walter Taccone, ha nel contempo un progetto a lungo termine, finalizzato non solo al ritorno in Serie B in 3 anni, ma al consolidamento del club con l'ambizione di essere una fervida polisportiva con la Scandone, e non solo - con lo sguardo già rivolto al calcio femminile e al volley - al proprio interno. Facile, perciò, capire, che essere titolari dell'impianto sportivo di contrada Zoccolari rappresenterebbe tutt'altro che un dettaglio, o un aspetto marginale, per il neo-nato progetto biancoverde.

Ed ecco, allora, che nel corso di una riunione tecnica, tenutasi lo scorso 21 febbraio a Palazzo di Città, l'idea è balzata fuori ed è stata subito messa sul tavolo. Facendo drizzare le orecchie al presidente della SSD, Claudio Mauriello. E sì, perché se fosse emesso un bando per la cessione del vecchio Partenio, costruito nel 1970 da Costantino Rozzi, la Sidigas sarebbe pronta a competere; a lanciare l'assalto alla struttura con un preciso intento: abbatterla e ricostruirla. Un atto necessario dinanzi a un pezzo di storia divenuto, però, ormai, ampiamente obsoleto.

Già nel business plan presentato in allegato alla manifestazione d’interesse, che convinse il sindaco Ciampi ad avviare il nuovo progetto calcistico irpino con la Sidigas, si faceva menzione a un “Piano di riqualificazione dello Stadio Partenio – Lombardi” ed alla “riqualificazione di zone della città organizzando eventi di intrattenimento, con la mission di creare un vero e proprio Polo per lo sport, la cultura, il sociale ed il civico”. Insomma, uno stadio non solo per le partite di calcio. Un investimento dalle molteplici potenzialità di profitto: eventi, attività commerciali, concerti. E chi più ne ha più ne metta. I tempi, tra vecchia convenzione d'uso da risolvere e tecnici non sarebbero, in ogni caso, brevi, ma, si sa, “Roma non è stata costruita in un giorno”. Magari, in passato sì. Ora, decisamente no. Anche perché il costo dell'operazione va ancora stimato e fissato.

Ma, intanto, l'affare stuzzica: “Allianz Stadium” di Torino, “Dacia Arena” di Udine, “Mapei Stadium” di Reggio Emilia, “Benito Stirpe “di Frosinone e “Atlelti Azzurri d’Italia” di Bergamo. Un elenco, quello degli stadi attualmente di proprietà di società sportive, che viene da fregarsi le mani pensando solo pensando all'eventualità di aggiungere “Partenio – Lombardi” di Avellino. A Torino e a Frosinone le costruzioni sono avvenute in zone diverse dagli altri impianti e non ristrutturando quelli esistenti. Sono, per esclusione, i casi Udine, Reggio Emilia e Bergamo quelli da cui prendere spunto: per quanto riguarda lo stadio friulano, va ricordato che è stato smantellato e ricostruito nel 2016; il suo utilizzo è regolamentato da una convenzione con la quale la famiglia Pozzo, da decenni proprietaria della società bianconera, ha acquistato la superficie su cui sorge l’impianto fino al 2112. Il "Mapei Stadium" di Reggio Emilia, ex “Giglio”, è stato, invece, il primo di proprietà di una società, ovvero la Reggiana. Solo successivamente al fallimento della Reggiana fu rilevato dal Comune che, dopo qualche anno, ne formalizzò il passaggio al Sassuolo per una cifra vicina ai 4 milioni di euro. La matematica non è un'opione: il patron di Squinzi, investendo “soli” ulteriori 7 milioni per il restyling, è così proprietario dello stadio per un costo totale di 11 milioni. E Bergamo? Percassi ha acquistato lo stadio per 8 milioni.

Spese tutt'altro che insostenibili per imprenditori che hanno voglia di fare calcio e non solo. Tra il dire e il fare, però, ce ne passa. Si vedrà L'anticipazione dello scorso 28 febbraio di Ottopagine.it continua, a prescindere, a trovare conferme. Che sia la volta buona per regalare alla città un piccolo gioiello, senza accontentarsi delle migliorie garantite dalle Universiadi?

Nella foto lo scheletro dello stadio "Partenio-Lombardi" realizzato da Marco Romeo