Divino Avellino. E la legge del contrappasso grava sul Lanusei

I sardi condividono la stessa "condanna" inflitta agli irpini: obbligati a vincere

Avellino.  

Sorpresa più gradita non poteva esserci nel virtuale uovo di Pasqua che l'Avellino ha consegnato, ieri, tra le mani dei suoi tifosi: il -2 dal Lanusei. Come per una dantesca legge del contrappasso, applicata al calcio, la capolista è ora chiamata a vivere la condizione di pressione psicologica alla quale ha “condannato” i biancoverdi per tutto il girone di ritorno: i sardi hanno ormai un solo risultato a disposizione, ovvero vincere, per evitare che i lupi - obbligati, nel contempo, a continuare il proprio percorso netto - completino la rimonta con l'aggancio che varrebbe lo spareggio promozione in gara secca, in campo neutro, o addirittura piazzino il sorpasso proprio sulla linea dello striscione del traguardo.

E allora, adesso sì: il peso della responsabilità è tutto sulle spalle degli uomini di Gardini, che, in questo rush finale rischiano di vedere minata quella che, finora, è stata la loro arma in più: la spensieratezza, favorita dall'ampio margine di vantaggio sulle dirette inseguitrici. “In questo momento, come non mai, dipende tutto da loro.” ha rincarato la dose con una dichiarazione sagace, tattica, Giovanni Bucaro, a margine del successo per 2-1 sul campo della Lupa Roma ed una volta appreso della sconfitta per 1-0 del Lanusei in casa del Trastevere.

Due giornate alla fine del girone G di Serie D: dopo otto vittorie consecutive e undici successi nelle ultime dodici partite, Morero e compagni hanno piazzato il muso del lupo sul collo di una fiera avversaria, che ha corso al ritmo di una lepre, ma che ora arranca, sbanda, teme di essere "mangiata", anche perché priva del suo bomber principe, Bernardotto. Avellino – Torres e Lanusei – Budoni. La mente è già lì, alle gare di domenica 28 aprile. Il penultimo atto di un duello all'ultimo respiro grazie alla tenacia semplicemente e fieramente irpina dell'Avellino.