Avellino e Scandone, lo scenario dopo il concordato in bianco

Le società restano sotto sequestro preventivo: ecco l'iter per acquistarle

avellino e scandone lo scenario dopo il concordato in bianco
Avellino.  

Va in archivio una giornata importante per lo sport avellinese e non solo. Come noto, i giudici della sezione fallimentare del tribunale di Avellino hanno accolto la proposta di pre-concordato in bianco della Sidigas, presentata dagli avvocati Massimo Di Lauro e Marcello Penta, che cureranno anche la stesura del connesso piano di risanamento dell’azienda. Importante svolta, dunque, nel caso che sta unendo nell'apprensione, ovviamente, i dipendenti della Sidigas, ma anche gli appassionati di calcio e basket del capoluogo irpino, le cui società dipendono direttamente dalla S.p.A. di Napoli. Il pool di legali ha ottenuto così un primo risultato, a due giorni dal sequestro preventivo d'urgenza, da parte della Procura e la Guardia di Finanza di Avellino, di circa 100milioni di euro nei confronti di Gianandrea De Cesare e del “gruppo di imprese” a lui riconducibile.

I giudici hanno dato il via libera concedendo 6 mesi di tempo per presentare un piano di rientro dalla considerevole esposizione debitoria maturata. Il Tribunale ha, nel contempo, nominato tre commissari giudiziali in regime di concordato preventivo: saranno guidati dal professore Nicola Rascio e saranno tenuti a vigilare costantemente sull'attività della Sidigas; a esprimere il proprio parere sugli atti di straordinaria amministrazione ed a vigilare sugli obblighi informativi posti a carico del gruppo. Scongiurato, come detto, il fallimento, la Sidigas dovrà ora presentare un piano di risanamento entro 60 giorni.

Gli imprenditori interessati all'acquisto all'Avellino o della Scandone dovranno, a questo punto, presentare la propria offerta a De Cesare, proprietario del club, ma l'operazione di vendita, considerata un atto straordinario, dovrà essere autorizzata dai commissari e dall'amministratore giudizialio, Francesco Baldassarre.

È proprio allo stesso Rascio, insomma, che gli eventuali acquirenti delle società sportive dovranno effettivamente rivolgersi, già a partire da oggi. Adesso c'è, perciò, una nuova priorità: scongiurare il pericolo di una corsa contro il tempo muovendosi, per chi ne avesse intenzione, senza indugi; tenendo conto dei tempi tecnici necessari all'espletamento del sopra citato iter.

I beni della Sidigas e riconducibili a De Cesare, tra i quali le due società sportive, restano, infatti, sotto sequestro preventivo.

È stata, invece, rigettata la richiesta cautelare presentata dalla Procura di Avellino in merito alla sostituzione dell’organo amministrativo della società al fine di garantire la conservazione dell’integrità del patrimonio aziendale.

Domani, in Tribunale, andrà in scena l’udienza prefissata, ma è verosimile un rinvio in attesa della presentazione del piano di risanamento.