Avellino - Catania, probabili formazioni e presentazione gara

Serie C, girone C: si scende in campo dopo l'ennesima estate da dimenticare, navigando a vista

avellino catania probabili formazioni e presentazione gara
Avellino.  

Quando lo scorso 12 maggio, a Rieti, l'Avellino conquistò, sul campo, la promozione in Serie C dopo una strepitosa rimonta ai danni della rivelazione Lanusei, vincendo lo spareggio del girone G, sembrava l'inizio di un cammino finalmente in discesa, dopo aver buttato giù il boccone amaro, amarissimo, della mancata ammissione in Serie B per i problemi legati a una fideiussione che rimarrà impressa, come un incubo, nei ricordi dei tifosi irpini.

Quando lo scorso 2 giugno, a Perugia, l'Avellino si cucì sul petto lo scudetto di campione d'Italia di Serie D, sembrava il preludio a un'estate da vivere, finalmente, come tutte le altre piazze del calcio italiano: incollati al televisore o agli smartphone in attesa del colpo di mercato in grado di far sognare; al seguito della squadra, in ritiro; applaudendo per i primi gol nelle classiche amichevoli estive.

Non conta, però, ciò che era stato percepito da tutti come il naturale prosieguo di un percorso di un lupo formato fenice. Perché nulla di tutto questo si è verificato. La nuova stagione è partita il 3 agosto, una volta persi per strada quasi tutti i protagonisti, dentro e fuori dal rettangolo di gioco, del ritorno nel professionismo. Nonostante l'iscrizione al campionato di Lega Pro regolarmente perfezionata; nonostante la stipula di una convenzione d'uso per l'utilizzo del “Partenio-Lombardi”, tutto è scivolato via come sabbia tra le dita. Il resto è storia. Storia e cronaca della seconda estate consecutiva trascorsa tra le aule di tribunale e con la paura che futuro facesse rima con fine. Dal diritto assicurativo a quello fallimentare: per il popolo irpino è arrivato un altro corso accelerato, non richiesto, di Giurisprudenza; sono stati giorni di ansia e preoccupazione per il domani del club, che è rimasti in piedi come un albero danneggiato, ma non sradicato dalla tempesta mentre un'altra sequoia dello sport biancoverde, la Scandone, veniva mestamente sprofondata dalla Serie A alla Serie B (forse) in un imperdonabile e assurdo silenzio per la crisi economica e giudiziaria che ha travolto la Sidigas.

Inutile, in ogni caso, spargere sale sulle ferite ripercorrendo le tappe di settimane terribili dal punto di vista emotivo. Opportuno, piuttosto, tenere la guardia alta perché, non più tardi di ieri, è stata ancora una fideiussione a prendersi la scena: quella, esaurita, per mettere in piedi la squadra che questo pomeriggio esordirà nel girone C di Serie C ospitando (ore 15) il Catania al “Partenio-Lombardi”; quella sforata, che ha avrà come primo effetto l'impossibilità nonostante gli annunci ufficiali, salvo un'improbabile via libera dell'ultim'ora da parte dei commissari giudiziari, di mandare in campo gli ultimi tre acquisti in ordine cronologico: Illanes, De Marco e Karic; quella che, adesso, va integrata celermente con una nuova, attraverso gli introiti garantiti dalla campagna abbonamenti e dalla vendita dei biglietti, a meno che non si concretizzi il sostegno di chiacchierati sponsor (di cui finora non c'è, però, traccia alcuna, ndr). Denaro fresco nella casse, non solo per poter contare sui tre calciatori già in organico, ma anche per completare la rosa: il mercato chiude il 2 settembre. Il tutto, senza dimenticare che a metà ottobre vanno pagate le prime mensilità di stipendi per evitare di incappare in una penalizzazione in classifica. Anche in questo caso non ci sono alternative: liquidità o vendita del club, altrimenti, anche se è più comodo e rassicurante mettersi le mani davanti agli occhi e alle orecchie; invocare silenzio ed accontentarsi di osservare il pallone che rotola, a stretto giro di posta, non darà più sollievo nemmeno narcotizzarsi col calcio giocato.

Già, il calcio giocato. Sempre più comprimario e meno protagonista all'ombra del Partenio. Quel calcio che oggi propone una “prima” di fuoco per il decimato Avellino di Giovanni Ignoffo, pronto al suo esordio da allenatore in un campionato professionstico, con gli uomini contati ed a un bivio tattico: andare avanti con il rodato 3-5-2, in cui Abibi giocherà tra i pali al posto di Tonti, non al top; o adottare un 4-3-3 speculare a quello dei dirimpettai di Camplone, tra le compagni favorite per la vittoria del torneo, spostando Celjak e Laezza sulle corsie laterali difensive ed avanzando Michovschi nel tridente d'attacco. Si vedrà. La vera partita, quella più importante, continua, però, piaccia o meno ascoltarlo, fuori dal campo anche se ci sono i primi punti in palio da provare a conquistare, a prescindere da tutto, con la spinta di chi agli ingiustificabili silenzi societari preferisce rispondere con calore, colore e passione: gli oltre tremila spettatori, di cui più di 2600 abbonati, che hanno risposto e risponderanno “presente”.

Avellino - Catania, le probabili formazioni.

Stadio “Partenio-Lombardi” (ore 15)

Avellino (3-5-2): Abibi; Zullo, Morero, Laezza; Celjak, Palmisano, Di Paolantonio, Rossetti, Micovschi; Alfageme, Albadoro. A disp.: Tonti, Pizzella, Petrucci, Saporito, Carbonelli, Corcione, Falco, Silvestri. All.: Ignoffo.

Indisponibili: De Marco, Illanes, Karic, Njie.

Squalificati: Parisi.

Ballottaggi: nessuno.

Catania (4-3-3): Furlan; Biondi, Silvestri, Saporetti, Pinto; Dall'Oglio, Lodi, Mazzarani; Sarno, Di Piazza, Di Molfetta. A disp.: Martinez, Noce, Mbende, Bucolo, Welbeck, Curiale, Marchese, Llama, Catania, Pecorino, Liguori. All.: Camplone.

Indisponibili: Barisic, Mujkic, Rizzo, Rossetti.

Squalificati: Biagianti, Calapai, Esposito.

Ballottaggi: Saporetti – Mbende: 51% - 49%.

Arbitro: De Santis della sezione di Lecce. Assistenti: Mittica e Gregorio della sezione di Bari.

N.B.: Un quarto d'ora dopo il triplice fischio finale di Avellino - Catania, il tabellino e la cronaca della partita.