Avellino, le lancette corrono: le ultime sulla fideiussione

Ancora dubbi e interrogativi senza risposta mentre si avvicina la cruciale scadenza di venerdì

Avellino.  

Che possa essere un bonifico diretto, effettuato in extremis, a togliere le proverbiali castagne dal fuoco all'Avellino per quanto riguarda la produzione dell'ormai famosa fideiussione integrativa? Ancora poche ore e non ci sarà più spazio per dubbi e zone d'ombra, così come per gli interrogativi in sospeso ormai da giorni. Per la precisione dallo scorso venerdì, quando il presidente Mauriello nell'ammettere, sbottando, le difficoltà per ottenere la polizza, aveva rimandato il discorso a lunedì, ormai scorso, lasciando nel contempo intendere, con quel “c'è tempo fino al 6 settembre” che, probabilmente, all'ultimo giorno utile, come potrebbe essere, si sarebbe arrivati. Ma le domande rimaste senza risposta, dicevamo: gli incassi degli abbonamenti non possono essere investiti per disposizione degli amministratori giudiziali o non vogliono essere spesi dalla proprietà, magari a fronte di una richiesta livellata verso l'alto del costo della fideiussione, per via delle traversie economiche e giudiziarie della Sidigas? Perché il bugdet garantito dalla prima fideiussione è stato sforato? Era preventivato o inatteso al punto di generare l'attuale impasse? L'unica certezza, allo stato attuale, è rappresentata dalla scadenza di venerdì: o l'Avellino la rispetta, trovando le risorse e la quadratura burocratica per far sì che vengano accettate dalla Lega, o non potrà tesserare Illanes, De Marco e Karic, annunciati seppur inutilizzabili, oltre a Charpentier, “virtualmente” in prestito; soprattutto si becca un'ammenda e una penalizzazione in classifica. Intanto, domani, riaprono i botteghini per iniziare la prevendita in vista del match interno con il Teramo e, soprattutto, proseguire la campagna abbonamenti: sarebbe la routine, ma con una società che ha abituato a vivere all'istante, più che alla giornata, pure questa è una notizia.