Avellino, ora c'è una certezza: chi dovrà pagare gli stipendi

C'è tempo sino al 16 dicembre per evitare dai 2 ai 4 punti di penalizzazione in classifica

avellino ora c e una certezza chi dovra pagare gli stipendi
Avellino.  

“In riferimento alle notizie apparse recentemente sui media, in particolare a un comunicato stampa di una cordata di imprenditori, il presidente del Consiglio d'Amministrazione dell'U.S. Avellino 1912, Claudio Mauriello, precisa che egli stesso e Gianandrea de Cesare non hanno assunto alcun impegno a rassegnare le proprie dimissioni dall'Organo Amministrativo, e pertanto l'affermazione secondo la quale siano state date assicurazioni in tal senso non corrisponde a verità.” Il lunedì dell'U.S. Avellino è iniziato così, con una nota ufficiale a firma del presidente Claudio Mauriello in risposta all'ultimatum lanciato lo scorso venerdì sera dalla IDC per la cessione del club biancoverde.

Un'operazione da considerarsi saltata: se in maniera definitiva, come sottolineato nell'immediata replica dell'imprenditore sannita Luigi Izzo, o temporanea, sarà solo il tempo a dirlo. Di certo, in assenza di dimissioni volontarie, procedere al rogito notarile con conseguente destituzione dagli incarichi si sarebbe potuto rivelare un azzardo dal punto di vista legale - non solo nel breve termine - ed avrebbe comportato la certezza, per questioni organizzative e normative, di partire con l'handicap di un segno meno in classifica, determinato dall'impossibilità di ottemperare in tempo utile alle prossime spettanze da onorare. Passo indietro, dunque, anche da parte dell'ex responsabile dell'area tecnica, Aniello Martone, che era pronto a ricoprire di direttore generale. Resta, invece, da definire la posizione di Nicola Circelli. Disdetto, ovviamente, l'appuntamento inizialmente in programma oggi dal notaio a Napoli.Dopo tanto rumore per nulla, inutile avventurarsi nel giudicare se l'epilogo sia un bene o un male per il futuro della società.

Non resta che basarsi sulle certezze mentre si continua a navigare a vista. Una di queste, la più importante, è che l'attuale proprietà dovrà ora certamente farsi carico di pagare gli stipendi e gli annessi contributi, dei mesi di settembre e ottobre, entro il prossimo 16 dicembre (per quella data dovranno essere già sui conti dei tesserati, ndr) per evitare dai due ai quattro punti di penalizzazione in classifica, che inficerebbero quanto di buono fatto dagli uomini di Capuano, soprattutto nelle ultime due partite.

Ieri, il blitz a Viterbo, firmato dal gol al 3' minuto di Micovschi, è valso il secondo successo consecutivo per i biancoverdi e li ha proiettati a +3 sulla zona play-out. Domenica prossima, contro la Sicula Leonzio dell'ex tecnico dei lupi Giovanni Bucaro, travolta in casa con il finale di 7-2 dalla Vibonese, nuova sfida salvezza, ma si preannuncia un'altra settimana calda, caldissima, fuori dal campo. Domani, presso il Tribunale di Avellino, in seguito al rinvio stabilito lo scorso 19 novembre, è fissata l'udienza per la presentazione del piano di ristrutturazione del debito della Sidigas, che punta a ottenere il ritiro della richiesta di fallimento da parte del Procuratore Aggiunto di Avellino, Vincenzo D'Onofrio.

Intanto, oltre alle precisazioni poste in essere questa mattina, trapelano indiscrezioni circa le motivazioni che avrebbero spinto De Cesare a non rimettere il proprio mandato: il patron dell'Avellino avrebbe chiesto di mantenere il suo 5 per cento delle quote dell'Uesse e di fissare un prezzo per riacquistare la squadra, di cui si sarebbe privato malvolentieri dopo aver gioito per la conquista della Serie C e dello scudetto di Serie D. Una decisione presa confidando nella felice risoluzione delle ormai note vicissitudini con cui, dallo scorso luglio, è alle prese personalmente e con la Società Irpina Distrbuzione gas. Il diniego a queste condizioni parrebbero aver spinto De Cesare a non abbandonare il suo ruolo.

La posizione che sarebbe stata pienamente condivisa da Mauriello, che nel giorno della presentazione di Capuano dichiarò che la proprietà non avrebbe avuto problemi a onorare la prossima scadenza. Lo stesso Mauriello non ha, inoltre, mai nascosto il proprio ottimismo circa la risoluzione delle vicende giudiziarie e una ripartenza di slancio.