Come preannunciato dall'amministratore unico Nicola Circelli, l'Avellino ha chiesto una nuova proroga alla Commissione FIGC, relativa ai documenti che attestino l'adesione al parametro di liquidità, facendo leva sul rimpasto, in corso, dell'assetto societario. Il requisito finanziario deve essere ancora prodotto da alcuni soci e sostituito, con uno aderente quello richiesto, da altri. Un nodo da districare tutt'altro che secondario, sia per evitare seri problemi in sede di iscrizione al prossimo campionato, sia l'immediato blocco dell'operatività per effetto della non omologazione, in Federazione, del passaggio di consegne dal Tribunale di Avellino alla IDC, dello scorso 6 dicembre. Il fiato, in casa biancoverde, resta perennemente sospeso mentre il futuro della società potrebbe coincidere con un ritorno al recente passato, targato Sidigas. A suggerirlo, la presenza, ieri, al “Partenio-Lombardi”, di Alberto Colarusso e Arturo Meo, già dirigenti dell'Uesse nella precedente gestione, e vicini all'ex presidente Claudio Mauriello, attualmente inibito. Vicino a Mauriello anche il direttore sportivo Salvatore Di Somma, richiamato dopo le dimissioni, rassegnate lo scorso 27 dicembre, e già al lavoro. D'altronde non è un mistero la presenza di un accordo per la cosiddetta “recompra” del club irpino da parte della vecchia proprietà, esercitabile a partire dal prossimo 6 dicembre e fino ai 3 mesi successivi a questa data. Intanto, resta in piedi la possibilità di un ingresso nella dirigenza di Nicola Di Matteo, che ha versato la caparra di 100mila euro all'atto dell'acquisto.
Avellino - Commissione FIGC, chiesta una nuova proroga
Intanto, il futuro del club potrebbe coincidere con un ritorno al passato targato Sidigas
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