Avellino, e se Izzo non fosse uscito davvero di scena?

Intanto, ecco la possibile chiave per evitare che cali la mannaia della Commissione FIGC

avellino e se izzo non fosse uscito davvero di scena
Avellino.  

“Sto lavorando per favorire la cessione delle quote dell'U.S. Avellino da un socio all'altro per poi procedere a quella dell'intera proprietà a un terzo compratore, disposto a rilevare il cento per cento delle quote. Allo stato attuale va, però, chiarito che non c'è.” Così, non più tardi di ieri pomeriggio, Gianluca Festa aveva sintetizzato gli scenari come sempre tutt'altro che rassicuranti relativi al futuro, a breve e lungo termine, dell'U.S. Avellino. L'unica sua sicurezza era, dunque, la ferma convinzione di favorire una mediazione istituzionale volta alla riduzione della compagine societaria a un unico proprietario, che avrebbe dovuto, infine, trattare, la vendita del club. Già, avrebbe dovuto.

E sì, perché mentre incombono le scadenze, in primis quelle relative alle documentazioni attese in giornata dalla Commissione FIGC, relative ai requisiti di onorabilità e solidità finanziaria degli attuali soci, a sparigliare nuovamente le carte è arrivata, in tarda serata, una nota ufficiale di Nicola Circelli: “Comunico di essere disponibile all’acquisizione delle quote sociali di Luigi Izzo, Renato De Lucia e Sabatino Autorino, nella qualità di legale rappresentante della “Dicembre S.r.l.”, nei termini già indicati pubblicamente dallo stesso Luigi Izzo. Preciso, peraltro, che ci sono imprenditori, già presenti nel mondo del calcio, pronti a subentrare al fine di assicurare certezza e solidità all’U.S. Avellino 1912 srl e con i quali andremo avanti.” ha dichiarato l'amministratore unico.

E, dunque, altro che passare la mano. La confusione aumenta, dato che l'annuncio di Circelli, pur legittimo, cozza, palesemente, con quanto illustrato dal primo cittadino. Nel contempo, l'avvocato Vincenzo Todaro, ex presidente del CdA del Bisceglie, è stato incaricato di discutere con Teodoro Reppucci, legale rappresentante di Izzo, della eventuale cessione delle quote dell'imprenditore di Montesarchio e degli appartenenti alla sua area. Todaro non sarà, però, uno dei nuovi soci. In tal senso, è stretto il riserbo: si è ipotizzato di un ritorno di fiamma di Nicola Di Matteo; il direttore sportivo Di Somma ha chiarito che la presenza di Giovanni Lombardi, al Partenio, fosse unicamente legata alla richiesta di assistere alla partita con la Cavese, anche se la foto negli spogliatoi dell'ex patron della Casertana, intento a salutare Capuano, ha sollevato un polverone di polemiche. La matassa si fa sempre più intricata e un vero punto di incontro sembra essere ancora molto lontano.

Ai tifosi, stremati da una querelle infinita, non resta, allora, che auspicare, per il bene della propria squadra, che la Commissione FIGC, che si riunirà dal prossimo lunedì, non proceda seduta stante a emettere il proprio parere sulla compagine societaria, che, così composta, non ha, in maniera auto-evidente e perfino dichiarata, i requisiti richiesti per continuare a procedere in termini di rappresentanza legale (il nuovo blocco dell'operatività sarebbe pressoché inevitabile, ndr) e, soprattutto, per iscrivere i biancoverdi al prossimo campionato.

Il provvidenziale e potenziale dilatarsi dei tempi per la decisione della Commissione FIGC, che non dovrebbe concedere altre proroghe, potrebbe essere favorito da segnali, da fornire alla stessa, circa una stavolta effettiva e imminente svolta in capo alla dirigenza, da realizzare al massimo nell'arco dei prossimi dieci giorni.

L'altro punto cruciale della questione è: Izzo, finito sotto la lente d'ingrandimento della Procura Federale in seguito agli appunti mossi da Circelli in conferenza stampa circa le garanzie economiche presentate, ma che, stando a quanto raccolto, avrebbe chiarito la liceità del suo operato; che non prende posizioni pubbliche dallo scorso 11 febbraio, è realmente disposto a confermare la sua volontà di uscire definitivamente di scena o il profilo basso tenuto in questi giorni sarà il preludio al tentativo di colpo di coda in tandem con gli imprenditori irpini (D'Agostino in primis, ndr) che lo stesso Festa aveva detto essere convinti di affiancarlo? Si vedrà. Si continua a veleggiare in un mare di dubbi, che sono l'unica cosa su cui non ci sono dubbi.