Stadi campani in C, voglia di riaprire ma il Covid fa paura

L'Avellino potrebbe riaprire la Montevergine, la Turris chiama gli abbonati, si attende la Regione

stadi campani in c voglia di riaprire ma il covid fa paura
Avellino.  

L'Avellino non vuole fermarsi, la Juve Stabia è ferocemente determinata a scendere dall'altalena di risultati che ha caratterizzato il suo avvio di stagione: sconfitte e vittorie si sono alternate, finora, con regolarità. Il derby del prossimo lunedì, alle 21, al “Partenio-Lombardi”, si preannuncia, dunque, un'avvincente battaglia sportiva e potrebbe essere goduta in presenza da un ristretto numero di persone. Come noto, il nuovo Dpcm ha dato il via libera per aprire le porte degli stadi a un massimo di mille spettatori, ma in Campania non c'è ancora l'autorizzazione da parte della Regione in merito all'applicazione di questa misura, almeno per quanto riguarda la Lega Pro.

In tal senso, tra domani e lunedì mattina potrebbe arrivare l'ordinanza del governatore De Luca, anche se la curva dei contagi, sempre più livellata verso l'alto (13.780 tamponi, 1.127 positivi, di cui 72 sintomatici e 1.055 asintomatici, 9 decessi a fronte di 317 guariti, i dati che emergono dall'ultimo aggiornamento, ndr) non può essere, ovviamente, ignorata e rischia di tradursi in un semaforo rosso per ciò che riguarda le velleità dell'inizio di un graduale ritorno alla normalità. Eventuale “no” a monte a parte, allo stato attuale, nell'impianto sportivo irpino sarebbe fruibile il 15 per cento dei 540 posti numerati della Tribuna Montevergine.

Si muove, però, anche la Turris. Salvo eventuali e diverse disposizioni a carattere regionale, domenica 18 ottobre, in occasione della gara casalinga di campionato contro il Monopoli, in programma alle 17,30, i soli abbonati dei settori Tribuna e Curva potranno avere accesso allo stadio “Liguori”. Per evitare assembramenti, gli ingressi sarebbero spalmati su tre fasce orarie, stabilite in base all'ordine alfabetico dei cognomi. Si vedrà. Il campionato entra nel vivo, è forte la voglia di riabbracciare i tifosi, ma c'è un nemico invisibile che non può essere ignorato.