Contro il Palermo, occhio al cartellino giallo. Alla vigilia della terza partita delle 6 partite in calendario in 22 giorni, l'Avellino deve fare i conti non solo con la gestione delle energie, da centellinare attraverso il turnover, ma anche alla situazione relativa ai diffidati, lievitati in maniera improvvisa in concomitanza con la trasferta a Bisceglie. Ad Aloi e Rizzo, arrivati alla sfida del “Ventura” già con la Spada di Damocle della squalifica a pendergli sulla testa, si sono aggiunti Dossena, Illanes e Rocchi. Questi ultimi due, in particolare, hanno mandato su tutte le furie Braglia. Al tecnico non è piaciuta l'irruenza costata le due sanzioni disciplinari; che l'argentino sia stato ammonito in tutte le gare finora disputate, dal momento del ritorno in biancoverde, e che l'ex Cavese sia finito sul taccuino dei cattivi pochi secondi dopo l'ingresso in campo per un gomito largo in un duello aereo sulla trequarti avversaria. Bene la cattiveria agonistica, ma c'è da tenere i nervi saldi per evitare di ritrovarsi in emergenza, compromettendo la gradita abbondanza che ha sensibilmente contribuito ad aprire la striscia di 6 risultati positivi. Nel contempo, è pronto a fare il suo rientro Miceli, che ha scontato un turno di stop.
Avellino, dribbla le squalifiche: occhio al giallo
Cinque diffidati devono fare attenzione per evitare di incappare in un turno di stop
Avellino.
