Scandone e il baratro Serie C: solo un tris di vittorie per evitarlo

Nel 1986 l'addio alla C1, nel 1995 il saluto alla B2: il rischio del quarto livello dopo 26 anni

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Avellino.  

La Scandone Avellino è rientrata dal PalaErrico con il secondo ko consecutivo nell'ultima serie playout di Serie B. La Virtus Pozzuoli è avanti 2-0 e Gara 3, in programma venerdì al PalaDelMauro (palla a due alle 19.30), sarà da dentro o fuori per la squadra irpina. Venerdì 4 giugno 2021 può risultare come una data storica in negativo per una società che ha salutato la Serie A nel 2019 (non dal campo, ma per la crisi societaria) e che ora rischia il baratro della Serie C sul parquet. In caso di sconfitta in Gara 3, ma comunque in caso di un altro ko nella serie contro Pozzuoli, ultimo spareggio salvezza della stagione, Avellino sarà retrocessa nel quarto livello nazionale della pallacanestro. 

La squadra allenata da coach Rodolfo Robustelli, reduce da una brutta prestazione, dovrà vincere tre match di fila, Gara 3 e le eventuali 4 (sempre al DelMauro) e 5 (in casa di Pozzuoli) per conquistare la conferma in Serie B. L'ultima partecipazione della Scandone in Serie C è del 1986 (C1 salutata con l'ammissione in B2), e la società biancoverde non prende parte a un torneo di quarto livello nazionale dal 1995 (promozione dalla B2 alla B d'Eccellenza): i dati rendono l'idea del passaggio epocale che potrebbe emergere nelle prossime ore. 

In estate, con la rimodulazione dei campionati e il classico riequilibrio tra titoli sportivi e uscite di scena, non mancherebbe lo spiraglio di un ripescaggio, ma ovviamente l'ambiente cestistico irpino spera di evitare la retrocessione sul campo al termine di un biennio oltremodo negativo (penultimo posto nel girone D di Serie B 2019/2020 con il torneo annullato dal covid e penultima posizione nel girone D di Serie B 2020/2021 con rischio alto di retrocessione nei playout dopo il ko nella prima serie con Reggio Calabria). I bilanci completi saranno stilati al termine di Gara 5: non può che essere questa l'ambizione di Avellino e della Scandone, ora spalle al muro. Al gruppo di Robustelli tocca costruire altri 120 minuti di speranza