Vibo Valentia - Mentre l'Avellino sbancava il "Razza" di Vibo Valentia, Gianandrea De Cesare continuava a riflettere sulla cessione dell'U.S. Avellino.
Stando a indiscrezioni, il vice presidente del CdA del club biancoverde avrebbe inizialmente richiesto al nuovo potenziale acquirente, avvolto nel massimo riserbo, due milioni di euro per passare la mano. Una richiesta che sarebbe stata respinta al mittente determinando una evoluzione delle ultime ore, ovvero, il via libera da parte di De Cesare per livellare verso il basso la cifra richiesta per vendere l'Avellino: sotto, dunque, i due milioni di euro.
Potrebbero, dunque, esserci presto novità di rilievo anche se non imminenti. Va, ovviamente, ricordato che oltre all'ok dell'attuale proprietà all'offerta sul tavolo, che non dovrebbe essere riconducibile a nessuno degli imprenditori finroa accostati all'Avellino, dovrebbe arrivare quello dei commissari giudiziali, chiamati a valutare, nell'interesse dei creditori, se la proposta sia o meno congrua, come spiegato in conferenza stampa dell'amministratore delegato dell'U.S. Avellino, Alessandro Iuppa.
Intanto, domani, alle 22, chiude la finestra estiva di calciomercato e l'Avellino ha tempo fino al 6 settembre per produrre una fideiussione integrativa utile a rendere validi i contratti già depositati in Lega (Illanes, De Marco, Karic e Stojkovic, assenti forzati anche questo pomeriggio, ndr) o da despositare entro le prossime 23 ore (in primis, quello dell'attaccante francese Charpentier, ndr). Non è da escludere che alcuni contratti degli attuali tesserati, non solo calciatori, vengano momentaneamente "congelati" o ritoccati verso il basso per recuperare risorse interne utili a produrre nuova liquidità da tradurre in garanzie per sbloccare l'impasse.
