Un granello di sabbia negli ingranaggi dell'Avellino. La frattura composta al malleolo peronale della caviglia sinistra, rimediata in occasione del match contro il Bari da Luigi Silvestri, mentre era intento in una delle sue scorribande in area di rigore avversaria per cercare di colpire di testa sugli sviluppi di un calcio d'angolo di Aloi, rende necessaria la ricerca di nuovi equilibri. Unico per caratteristiche, nel pacchetto arretrato, per la sua velocità ed esplosività, ancor più che per la sua bravura nel gioco aereo, il difensore palermitano, salvo assai improbabili recuperi a tempo di record, è ormai fuori dai giochi, di certo per il rush finale di campionato, pressoché sicuramente per i playoff. Ecco, allora, una nuova sfida per i biancoverdi. Dimostrarsi un gruppo di titolari anche a fronte della defezione forzata di uno dei proprio pilastri nelle retrovie. Toccherà, innanzitutto, a Rocchi dare risposte nell'immediato dopo essere scivolato in panchina a margine di un girone di andata con più bassi che alti ed in concomitanza con l'arrivo di Illanes. Nelle ultime uscite, dal primo minuto, per sopperire all'assenza per squalifica di compagni di squadra, o a gara in corso, si è disimpegnato senza grandi sbavature e sabato prossimo, a Vibo Valentia, dovrà fornire ulteriori garanzie circa la sua effettiva affidabilità. Col la Vibonese si consumerà, inoltre, il ritorno di Laezza, che non gioca una partita ufficiale dal primo luglio scorso. Verosimile il suo impiego per uno spezzone di gara. Un quarto d'ora per riprendere confidenza con i ritmi di una partita vera; per l'ultima fase del suo rientro dal duro lavoro per mettersi alle spalle il crack del ginocchio destro, nel pre-campionato. Il capitano può e vuole essere l'arma in più negli spareggi promozione. Ora più che mai. Sarà, però, il campo a decidere le gerarchie. Come sempre.
Avellino, scocca l'ora di capitan Laezza
A Vibo Valentia giocherà uno spezzone di gara, ma ora tocca a Rocchi rispondere "presente"
Avellino.
