L'estate scorre con la Serie A persa nel silenzio e con la partecipazione alla Serie B che resta solo su carta grazie alla pre-iscrizione perché, ad oggi, non c'è traccia di un minimo passo compiuto nella programmazione da parte della Sidigas. La Scandone è in tunnel che non sembra avere vie d'uscita. Nella giornata di ieri, la LegaBasket Serie A ha diramato il calendario della massima serie 2019/2020: il primo vero colpo basso per la tifoseria biancoverde, costretta alla visione dei vari turni di un campionato privo di Avellino dopo 19 anni. Non è certamente colpa della LBA e della FIP, anzi. La Federazione Italiana Pallacanestro ha atteso e sta attendendo la Scandone e la sua città, ma è probabilmente lo stesso capoluogo a non aver realizzato l'addio alla A e il concreto rischio della liquidazione per la società che resta avvolta dalla crisi della Sidigas.
Lodevole il tentativo operato dal sindaco Gianluca Festa, garante con ventimila euro per il nome di Avellino e della Scandone in Serie B con la speranza di rilanciare il club nato il primo luglio 1948 in poche settimane. Nello scorso weekend, il primo cittadino aveva annunciato un contatto diretto con Givova, ma da Scafati la risposta del proprietario Giovanni Acanfora e dell'amico, Nello Longobardi, patron dello Scafati Basket è stata negativa. "Restiamo a Scafati": l'annuncio di chi ha sempre seguito con affetto le sorti biancoverdi e che ha dichiarato: "Perdiamo Avellino" nel contesto cestistico regionale. Una considerazione molto chiara e che fa riflettere. Per la Scandone si può parlare di agonia lungo l'estate per una massa debitoria non chiara, ma sostanziosa. Il pericolo è l'assenza del basket ad Avellino per dodici mesi, ma il contatto con la FIP può consentire - sempre che ci sia l'ok di Gianni Petrucci - la rinascita tramite wild-card con il recupero, nei mesi successivi, di logo e denominazione storica. La matricola 204 è, invece, seriamente in discussione.
