U.S. Avellino, l’asse D'Agostino - Preziosi alla finestra

Festa ribadisce: "Se si potrà cedere, sono pronti acquirenti per rilevare le quote ed investire"

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Avellino.  

Corsi e ricorsi storici, con le dita incrociate affinché, stavolta, l'epilogo, sia diverso. Dieci anni fa, falliva l'U.S. Avellino 1912 sotto la gestione dei fratelli Pugliese: chi da allora non segue più le sorti della squadra cittadina lo ha ricordato esponendo uno striscione, in via Tuoro Cappuccini, rivendicando la propria coerenza.

Ed ancora: un'estate fa l'Avellino ripartiva dalla Serie D per effetto la mancata iscrizione al campionato di B, al termine di un luglio infuocato e non, ovviamente, per le condizioni meteo. Un anno dopo, di male in peggio. Da un incubo all'altro. I tifosi biancoverdi vivono nuove ore di apprensione in seguito al sequestro preventivo di circa 100 milioni di euro operato ieri mattina dalla Guardia di Finanza di Avellino nei confronti di Gianandrea De Cesare e del “gruppo di imprese” a lui riconducibile, in attesa dell'udienza relativa all'istanza di fallimento della Sidigas, presentata dalla Procura di Avellino, fissata per venerdì prossimo presso il Tribunale del capoluogo irpino. E, dunque, monta la rabbia.

Sempre ieri, al termine di una giornata concitata, sono stati esposti altri striscioni: il primo dinanzi al Comune di Avellino, il secondo ed il terzo sui cancelli che fungono da pre-filtraggio dinanzi alla Tribuna Montevergine dello stadio “Partenio-Lombardi”. La politica, la società e Gianandrea De Cesare nel mirino: quest'ultimo, invitato, a caratteri cubitali, ad andare via. Poco prima, nel pomeriggio, a Palazzo di Città, il sindaco Gianluca Festa, che ha iscritto in extremis la Scandone al campionato di Serie B facendosi carico del pagamento del bonifico di 20mila euro richiesto a corredo della domanda di iscrizione, aveva incontrato il presidente dell'associazione “...Per la Storia...”, Mario Dell'Anno, che gli ha chiesto massimo impegno per sbloccare l'empasse generale; per salvare la Serie C favorendo la cessione della società, nonostante l'intricata matassa giudiziaria.

E, questa mattina, il primo cittadino è tornato a parlare proprio in merito alla situazione della società biancoverde: “Oggettivamente è complicato che qualcosa, fino a venerdì, possa muoversi, ma, nel frattempo, possono continuare le interlocuzioni; gli incontri, per essere pronti nel caso in cui si sblocchi qualche situazione per la cessione. Ho detto che nei miei giri di saluto ufficiale alle varie autorità cittadine avrei sicuramente incontrato il Procuratore Cantelmo e, probabilmente, avremmo anche trattato questo argomento. Sono fiducioso rispetto al fatto che, ove mai ci fossero le condizioni per cedere l'Avellino Calcio, si possano trovare acquirenti seri; che abbiano intenzione non solo di acquisire il pacchetto azionario, ma di investire nel calcio avellinese: è evidente che questa vicenda è legata a quello che accadrà il 12 di luglio. Se si potrà cedere, lo ripeto, ci sono acquirenti pronti ad rilevare le quote.”

Ancora ieri, Festa aveva già puntualizzato che per l'Avellino “la soluzione sarebbe dietro l'angolo” e, come anticipato nei giorni scorsi su Ottopagine.it, per rilevare il club irpino in pole position ci sono Angelo D'Agostino e un imprenditore da anni nel mondo del calcio. Svelato i suo identikit: si tratta di Enrico Preziosi, che già la scorsa estate, in tandem con il gruppo Marinelli, aveva manifestato il proprio interesse per i lupi del calcio, prima che l'ex sindaco Ciampi optasse per Gianandrea De Cesare. Tra i due si è già consumato, negli scorsi giorni, un incontro a Roma.

Sul fronte calcio giocato continuano a salutare protagonisti della scorsa stagione: il preparatore atletico Pietro La Porta e quello dei portieri Fabio Patuzzi si sono accordati con il Padova.

Clicca sul pulsante "play", al centro della foto in apertura, per vedere l'intervista al sindaco di Avellino, Gianluca Festa.